Ecco allora che nel kit dell’uomo mobile, nel suo tecnologico borsello, ci sta di metterci anche il santino multimediale
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IL BOSCO DELLE ROBINIE, 2005 / 2007
3D rendering by roberto danesi
1' 48" in loop
“Carillon”
Questo video è nato per simulare un progetto di arte pubblica per il giardino della nuova Galleria d’Arte Moderna di Bologna. La natura, durante il lungo periodo della ristrutturazione, ci ha restituito un un pezzetto di bosco inserito nel cuore dell città. Al centro una grande porta girevole.
La grande proiezione a grandezza naturale conduce lo spettatore ad entrare ed a varcare mentalmente questo limite.
La piccola dimensione, ed il personalissimo rapporto che si crea con l’iPod, trasforma questo lavoro in una sorta di possibile carillon da viaggio.
www.andrini.info
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Per
essere sicuri di rilevare tutte le specie di
cetacei e le emissioni conosciute bisognerebbe
disporre di una banda di frequenza che si estenda
da 10 Hz a 150 kHz.
I suoni evocano qualcosa di invisibile ma che
esiste e mi appare distante, creature che abitano
l’altra metà del mondo, abitano l’acqua.
Non so spiegarmi ma ho un’indefinita nostalgia
pensando a tutto ciò che vive nei liquidi. Posso
percepire attraverso pochi suoni il mistero che lo
abita e questo mi fa sentire parte di un tutto che
non posso ignorare. L’acqua non è muta.
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georgeWbeat è un progetto paradossale, un improbabile mix tra il discorso di George W. Bush, sulla “nuova” strategia in Iraq e una base dance break-beat. Quello che ne risulta è un video clip ibrido e post-commerciale. Duro da vedere, ma un zuccherino in confronto alle conseguenze che il discorso in questione porterà alla popolazione irachena.
koan01//no_copyright2007
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divertissement appositamente creato per il progetto ICity-periferiche. Per l'artista del nuovo millennio può apparire necessario essere presente nelle varie comunità virtuali quali YouTube o MySpace, ma scavando nei meandri dei vari blog e biografie diventa palese tutta l'alienazione legata alla solitudine telematica del contemporaneo.
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La proiezione di questa animazione ricostruisce l'interno di una casa, una sorta di estensione virtuale in movimento dello spazio architettonico interno ( o meglio un "trompe l'oeil" animato che si estende sull'asse cartesiano 'Z'). Sono proprio gli ambienti in movimento, che attraversando lo spettatore, lo conducono in 'spazi incompleti', costringendolo a confrontarsi con una spzialità altra, un altrove digitale , che è ormai la nostra quarta dimensione. Un'idea di performance è alla base dei miei lavori, dove il luogo si muove naturalmente oltre la sua funzionalità. Così ho inventato e attribuito il termine "Super-luogo" . Esattamente il contrario accade nei "non-luoghi" che sono statiche presenze e hanno la funzione di accogliere momentaneamente. Ed è proprio la nozione di spazio, o meglio di luogo che sondo nei miei lavori, alla ricerca di nuove possibilità e 'dimensioni' . Tramite l'animazione tridimensionale penso e costruisco architetture virtuali e territori che esulano i limiti corporei per crearne altri. La forma sintetica diviene disegno, struttura, architettura e realtà. Se lo spazio è l'estensione in tutte le direzioni, secondo le nostre intuizioni, del mondo reale dove si collocano corpi materiali, la mia ricerca vuole espandere, dilatare queste possibilità di percezione.
Nei video di Maurizio Mercuri la camera fissa riprende e circoscrive dei gesti, serve per attestare lo svolgersi di una azione. La ripresa video risulta quindi essere funzionale all'artista per la sua capacità di riproporre successivamente in pubblico la diretta esperienza dell'accaduto, restituendo in questo modo la processualità dì un gesto performativo che in alcuni casi è capace di trascinare con sè lo spettatore....infine, la scena permette di aggiungere qualche informazione in più sul protagonista, che con la stessa metodologia si esibisce in un insensato suonare di piatti: la situazione diventa ancora più spaesante a causa del tendaggio presente alle spalle e all'utilizzo di una divisa da orchestrale di provincia sfoggiata assieme a un paio di occhiali scuri. Paradossali nella loro ottusa coazione a ripetere, questi video sono registrazioni di grado zero in cui quello che più conta è fissare brani del quotidiano che così isolati si caricano di fascino inaspettato. tratto da Daniela Lotta On Air: Video in onda dall'italia Galleria d'arte contemporanea di Monfalcone Marzo 2004
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